Leggo sui forum di persone che si chiedono: ma se i dati sono così pessimi perchè gli indici salgono?
In sostanza molti si chiedono come mai la borsa reagisca in modo anomalo rispetto alle news, ai dati macro, ai pessimi dati di bilancio delle aziende.
Se cerchi una spiegazione da me devo darti una brutta notizia: io la spiegazione non la ho
Ho però anche una bella notizia da darti: la bella notizia è che non serve cercare una spiegazione, una motivazione per fare trading
Non mi interessa averla, non perdo nemmeno un secondo del mio tempo a darmi delle spiegazioni razionali o pseudo tali riguardo all'andamento della borsa
io guardo solo i grafici (in essi sono contemplate tutte le notizie, perchè un grafico è la sintesi della reazione del mercato a tutti i rumors, news positive e negative)
riporto al riguardo uno scambio di battute avuto nel pomeriggio con un utente in un forum di finanza
egli diceva: "in questo periodo ho una visione short del mercato per motivi macroeconomici e grafici su ssp500 ftse che nei mesi scorsi ho piu volte illustrato"
riporto anche qua la mia risposta perchè è una cosa che mi capita di ripetere spesso:
"Ti confesso che io non ho una visione di lungo, diciamo che non ci voglio proprio pensare. Vivo alla giornata: per come opero io non mi serve a nulla applicarmi sulle notizie macroeconomiche, io opero solo su quello che vedo nel grafico. Tanto per dire: se le news sono negative ma il titolo sale, che faccio, trado quello che vedo sul grafico o quello che leggo?
Perchè poi non è mica la prima volta che la borsa sale con news negative e scende con news positive".
Questo per me è l'easy trading
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giovedì 4 marzo 2010
lunedì 1 marzo 2010
buy pomeridiani (Domenico Foti)
qualche giorno fa mi sono imbattuto in una tecnica descritta da Domenico Foti
l'ha definita Buy pomeridiani
è una tecnica easy, perchè ci impegna solo per due ore al pomeriggio. In realtà anche di meno, perchè la nostra operatività consisterà nel mettere degli ordini di acquisto alle 15,30 e degli ordini di vendita alle 17,30 in asta di chiusura.
l'ha definita Buy pomeridiani
è una tecnica easy, perchè ci impegna solo per due ore al pomeriggio. In realtà anche di meno, perchè la nostra operatività consisterà nel mettere degli ordini di acquisto alle 15,30 e degli ordini di vendita alle 17,30 in asta di chiusura.
- Per i particolari rimando al video. Questo è il link (era un intervento all'IT Forum 2009):
http://www.you-videolive.it/index.php?hash=93cefa9dbf715bb76ff0159a50bbf3ef
sintetizzo i punti essenziali:
si opera nelle due ore più importanti in cui la borsa è aperta: dalle 15,30 alle 17,30 - in sostanza si acquistano i titoli che alle 15,30 stanno guadagnando almeno il 2%, privilegiando quelli che sono in maggiore guadagno
- per diversificare se ne comprano una decina (sempre che siano nelle condizioni descritte, cioè che guadagnino almeno il 2% alle 15,30)
- non si usano stop loss nè stop profit (con i futures gli stops vanno invece utilizzati!)
- si acquista alle 15,30 e si chiude in asta alle 17,30
- non si opera sui titoli meno liquidi che chiudono alle 16,30
- si entra sui ogni titolo con un capitale di 30.000 euro (ne bastano 3000 con una leva al 1000%) se il titolo è molto liquido
- non ci interessa cosa fanno i futures usa, il dax, e tutti gli altri indici
- non ci interessano le notizie macroeconomiche nè i comunicati price sensitive
- non si guardano i grafici
- se alle 15,30 non c'è nessun titolo che guadagna il 2% semplicemente non si compra nulla
- se non si ha la liquidità per comprarne una decina si possono scegliere solo 2-3, e verranno scelti tra quelli che stanno salendo di più alle 15,30
- sui titoli non molto liquidi bisogna stare attenti a non spazzare il book, quindi si opera con somme inferiori, cioè quanto consente il book
- sui titoli del midex si entra con la metà cioè 15.000 euro
- chi se la sentisse di avere i titoli in portafoglio durante la notte, sembrerebbe che chiudendo la mattina successiva alle 9,20-9,30 riuscirebbe a guadagnare ancora di più
- un filtro alle tecnica può essere questo: se l'indice ha già aperto al 2% e poi si è mantenuto costante fino alle 15,30 senza aumentare ulteriormente, si può decidere di non comprare (vuol dire che l'indice probabilmente ha già dato il meglio di sè). Peggio ancora se l'indice è in guadagno ma in calo rispetto al guadagno della mattina: ad esempio se apre al 3% ed alle 15,30 è sul 2% di guadagno, si decide di non comprare.
altri punti importanti:
- se si decide di operare sulle azioni si va solo long
- questa tecnica può essere applicata anche sui futures, spmib e dax
- in tal caso però c'è una variante: perchè la tecnica sia profittevole si comprano i futures quando sono più su del 2% alle 15,30 ma si va short quando i futures sono sotto del 2%
- comprando alle 16,00 le cose migliorano ulteriormente (si fanno meno operazioni e si fa più profitto)
- coi future si usano gli stop loss. Foti usa questi stops: 200 punti di perdita sull'SpMib, (corrispondono a 1000 euro di perdita), perdita di 1500 euro sul Dax
sabato 27 febbraio 2010
non è mai troppo tardi per avere successo nella vita


sei insoddisfatto della tua operatività?
pensi che hai qualcosa da rivedere nella tua metodologia?
non è un problema: non è mai troppo tardi!
vedi un po' cosa è capitato alla simpatica vecchietta cubana!
Pittrice, ha visto la sua carriera decollare alla veneranda età di 94 anni. L’artista ha dipinto per tutta la sua vita creazioni astratte ma è riuscita a vendere un dipinto solamente nel 2004 quando aveva già 89 anni. Da quel momento i collezionisti americani non hanno mai smesso di acquistare avidamente le sue opere.
In men che non si dica la pittrice si è ritrovata all’interno dei più grandi musei statunitensi ed ha inoltre ricevuto un importante riconoscimento dal direttore del Walker Art Center di Minneapolis. Lo scorso hanno il MoMa ha incluso Carmen Herrera tra il pantheon degli artisti latinoamericani in mostra e la scorsa estate, durante una retrospettiva nel Regno Unito, il quotidiano londinese The Observer ha salutato l’artista come la più grande scoperta degli ultimi dieci anni, chiedendo e chiedendosi:” Come abbiamo fatto a non vedere queste bellissime composizioni?”. In poche parole la favola della pittrice casalinga è divenuta realtà in un era dove si cercano sempre più giovani artisti da trasformare in personaggi dello spettacolo ed in macchine per far soldi. Eppure anche dopo il clamoroso successo Carmen Herrera (attualmente costretta sulla sedia a rotelle per ovvie ragioni d’età) non si è montata la testa, l’arzilla vecchietta ha infatti dichiarato: “Dipingo da sempre e continuerò a farlo semplicemente perchè devo farlo. E’ una sorta di bisogno, un gesto compulsivo che mi dona grande piacere. Nella mia vita non ho mai pensato all’arte come una maniera per far soldi e trovo che la fama sia una cosa molto volgare. Così ho semplicemente lavorato ed aspettato. Adesso alla fine della mia vita sto ricevendo molti riconoscimenti e grande attenzione con mio stupore e piacere.”
pensi che hai qualcosa da rivedere nella tua metodologia?
non è un problema: non è mai troppo tardi!
vedi un po' cosa è capitato alla simpatica vecchietta cubana!
Pittrice, ha visto la sua carriera decollare alla veneranda età di 94 anni. L’artista ha dipinto per tutta la sua vita creazioni astratte ma è riuscita a vendere un dipinto solamente nel 2004 quando aveva già 89 anni. Da quel momento i collezionisti americani non hanno mai smesso di acquistare avidamente le sue opere.
In men che non si dica la pittrice si è ritrovata all’interno dei più grandi musei statunitensi ed ha inoltre ricevuto un importante riconoscimento dal direttore del Walker Art Center di Minneapolis. Lo scorso hanno il MoMa ha incluso Carmen Herrera tra il pantheon degli artisti latinoamericani in mostra e la scorsa estate, durante una retrospettiva nel Regno Unito, il quotidiano londinese The Observer ha salutato l’artista come la più grande scoperta degli ultimi dieci anni, chiedendo e chiedendosi:” Come abbiamo fatto a non vedere queste bellissime composizioni?”. In poche parole la favola della pittrice casalinga è divenuta realtà in un era dove si cercano sempre più giovani artisti da trasformare in personaggi dello spettacolo ed in macchine per far soldi. Eppure anche dopo il clamoroso successo Carmen Herrera (attualmente costretta sulla sedia a rotelle per ovvie ragioni d’età) non si è montata la testa, l’arzilla vecchietta ha infatti dichiarato: “Dipingo da sempre e continuerò a farlo semplicemente perchè devo farlo. E’ una sorta di bisogno, un gesto compulsivo che mi dona grande piacere. Nella mia vita non ho mai pensato all’arte come una maniera per far soldi e trovo che la fama sia una cosa molto volgare. Così ho semplicemente lavorato ed aspettato. Adesso alla fine della mia vita sto ricevendo molti riconoscimenti e grande attenzione con mio stupore e piacere.”
Un paio di mostre in vent´anni, neppure un quadro venduto. Un record, per un´artista che aveva cominciato a dipingere negli anni ´30. Un record che rischiava di somigliare a una maledizione, malgrado per promuoverla avesse fatto salti mortali il suo maritino, Jesse Loewenthal. E qui, come in una matriosca, la storia si schiude in un´altra storia: perché chi era il miglior amico del marito di Carmen? Frank McCourt, insegnante di inglese come lui, anche lui rimasto un professore felice e sconosciuto fino alla veneranda età di 66 anni, quando pubblicò Le Ceneri di Angela...
Ora gli amici dicono che è Jesse, che è morto nel 2000, che dalla sua nuvoletta lassù ha orchestrato tutto questo ambaradan. Ma la storia, più terra terra, è un´altra. È il 2004 e Frederico Sève, proprietario della Latin Collector Gallery di Manhattan, sta contrattando l´acquisto delle opere di un´artista, donna, specializzata in arte astratta e pubblicizzatissima. «Una signora che tratta arte astratta? Dovresti conoscere Carmen Herrera», gli fa a cena Tony Bechara, un altro pittore amico da una vita della signora. È la svolta, come in un film: il collezionista si appassiona all´artista, altri lo seguono, i pezzi rimasti invenduti vengono affissi ai muri dei musei più prestigiosi e la storia dell´arte iscrive Carmen nell´albo d´oro dei pittori dell´America Latina, accanto a Diego Rivera e Frida Khalo.
La cosa più bella è che lei, Carmen, adesso se la ride. Nata a Cuba, svezzata a Parigi, poi approdata a New York, nella sua casa di Midtown, Manhattan, continua a ricevere gli amici di sempre con in mano un calice di champagne. Perfino la riconoscenza nei confronti di Tony Bechara è intrisa di ironia. «Noi a Porto Rico abbiamo un modo di dire» suggerisce il pittore al New York Times: «La guaga, cioè l´autobus, arriva sempre per chi ha la pazienza di aspettare». E lei, la Carmen: «Beh, Tony, io sono stata a quella fermata per 94 anni!».
Ora gli amici dicono che è Jesse, che è morto nel 2000, che dalla sua nuvoletta lassù ha orchestrato tutto questo ambaradan. Ma la storia, più terra terra, è un´altra. È il 2004 e Frederico Sève, proprietario della Latin Collector Gallery di Manhattan, sta contrattando l´acquisto delle opere di un´artista, donna, specializzata in arte astratta e pubblicizzatissima. «Una signora che tratta arte astratta? Dovresti conoscere Carmen Herrera», gli fa a cena Tony Bechara, un altro pittore amico da una vita della signora. È la svolta, come in un film: il collezionista si appassiona all´artista, altri lo seguono, i pezzi rimasti invenduti vengono affissi ai muri dei musei più prestigiosi e la storia dell´arte iscrive Carmen nell´albo d´oro dei pittori dell´America Latina, accanto a Diego Rivera e Frida Khalo.
La cosa più bella è che lei, Carmen, adesso se la ride. Nata a Cuba, svezzata a Parigi, poi approdata a New York, nella sua casa di Midtown, Manhattan, continua a ricevere gli amici di sempre con in mano un calice di champagne. Perfino la riconoscenza nei confronti di Tony Bechara è intrisa di ironia. «Noi a Porto Rico abbiamo un modo di dire» suggerisce il pittore al New York Times: «La guaga, cioè l´autobus, arriva sempre per chi ha la pazienza di aspettare». E lei, la Carmen: «Beh, Tony, io sono stata a quella fermata per 94 anni!».
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