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giovedì 5 giugno 2008

• Ingresso su rottura di uno degli estremi di una Constricted bar






Una variante della tecnica precedente consiste nell’ingresso su break di uno degli estremi di una Constricted bar. Constricted day significa “giorno stretto”. Si verifica quando il range del giorno in questione si restringe fino al minimo valore registrato da molto tempo (almeno una settimana). In sostanza se la barra in questione è la più compressa (la più stretta) da almeno una settimana a questa parte si va long sullo sfondamento del massimo della barra constricted e short sullo sfondamento del minimo di questa barra, con stop loss immediatamente vicino a questi livelli

• Ingresso su break del minimo o del massimo di una Inside bar



una tecnica che si può utilizzare su qualsiasi farme temporale

Gli inside day generalmente sono seguiti da un giorno (a volte più giorni) di grande volatilità e dovrebbero essere tradati comprando sullo sfondamento al rialzo del massimo del giorno precedente oppure vendendo al ribasso sullo sfondamento del minimo del giorno precedente, con stop loss immediatamente vicino a questi livelli

domenica 22 luglio 2007

breakout e breakdown su grafici a candele o a barre


Setup in un grafico a barre:
La barra che supera il massimo precedente o quella che viola al ribasso il minimo precedente è la barra di setup.
Ingresso:
Operativamente se stiamo operando sul grafico daily si può entrare verso la fine della giornata nella quale è avvenuto il breakout quando si è visto che le condizioni sopra riportate sono rispettate. Analogamente in caso di breakdown si può entrare a fine seduta. In questo modo si entra durante la stessa barra di break (out o down): questa è un’operatività più aggressiva ma un po’ più rischiosa.
Un’operatività meno aggressiva consiste nell’aspettare il giorno seguente ed andare long su violazione del massimo della barra di breakout che sarebbe la barra di setup. Analogamente si va short su violazione del minimo della barra di breakdown ponendo lo stop due tick sopra la barra di ingresso o sopra la barra di breakdown.
Stop loss:
Lo stop loss va posto due tick sotto il minimo della barra di breakout. Analogamente in caso di breakdown lo stop loss viene posto due tick sopra al massimo della barra di breakdown.





Abbiamo detto di andare long al breakout di un massimo precedente e short al breakout di un minimo precedente. Vediamo quali filtri utilizzare al fine di evitare per quanto possibile falsi breakout ed i falsi breakdown.
Questo tipo di trade è il caso totalmente opposto a quello dello swing trading. In questi casi si ha violazione della resistenza rappresentata dal massimo precedente (breakout) o del supporto rappresentato dal minimo precedente (breakdown).
Tale fenomeno avviene normalmente dopo un intensa lotta tra rialzisti e ribassisti che bloccano il movimento di un titolo all'interno di un’area ben delimitata. Il presupposto alla base del suo sfruttamento operativo risiede nella constatazione che una volta rotta la resistenza o il supporto il trend sia libero di esprimersi supportato dalla convinzione che sia stata sconfitta la parte avversa. Sui breakout vige la regola secondo la quale i prezzi tenderanno a muoversi nella stessa direzione in cui avviene la rottura. Un breakout attira molti traders che vanno in acquisto. Questi acquisti a loro volta generano altri acquisti.
Il problema è capire quando è vera rottura o no, in quanto si è visto statisticamente che nel 55-60% dei casi i breakout sono fasulli, cioè creati da arte dalle mani forti. Cioè questo tipo di tecnica rispetto allo swing trading fa scattare più volte gli stop loss se posizionati nel modo indicato di seguito (a meno che non li si ponga molto lontano e cioè sotto al minimo precedente, il quale spesso può trovarsi molto distante dal nostro punto di ingresso) però ha il vantaggio che quando il trend va, si guadagna molto recuperando le tante piccole perdite subite.
Il problema principale è dunque distinguere i falsi breakout da quelli reali. Esistono una serie di regole operative che possono aiutarci a qualificare il breakout e valutare in anticipo se ha la forza necessari a mantenere la spinta nella direzione intrapresa.
Pertanto non dobbiamo acquistare ad ogni breakout e vendere ad ogni breakdown ma dobbiamo cercare di capire quali di queste rotture probabilmente saranno accompagnate da un movimento esplosivo dei prezzi. Quindi è necessario utilizzare dei filtri per ridurre questi rischi e selezionare i trade da effettuare.

Segnali di attendibilità del breakout si hanno:


  • quando si ha un’esplosione dei volumi. Ma quando è possibile parlare di incremento dei volumi? A parte il confronto dei volumi odierni con quelli della seduta precedente, sistema immediato ma poco affidabile, spesso si mette in relazione i volumi della seduta relativa al breakout con la media dei volumi di un determinato numero di sedute precedenti. Noi ad esempio possiamo considerare validi quei break che avvengono con volumi che siano il doppio rispetto alla media degli ultimi 20 giorni o 50 giorni

  • Inoltre può essere importante avere anche un’informazione di tipo qualitativo riguardo ai volumi. L’indicatore On Balance Volume (Obv), messo a punto da Joe Granville oltre a misurare la quantità dei volume ne assegna la direzione, se al rialzo o se al ribasso. L’Obv si basa sull’assunto che le proprie variazioni precedano quelle dei prezzi a causa della partecipazione degli investitori più informati le cui azioni, di norma, anticipano quelle della massa degli operatori

  • quando il breakout è effettuato con un’esplosione della volatilità. In un grafico a barre la volatilità è data dal range minimo-massimo di ciascuna barra. Un aumento della volatilità, aggiunto quindi allo sfondamento di una resistenza (o supporto) e all’incremento dei volumi conferisce ulteriore credibilità all’azione dei prezzi e incoraggia a prendere posizione con maggiore sicurezza. Ad esempio possiamo fare il trade quando il range della candela di breakout è superiore al range delle candele delle 9 sedute precedenti
    Esistono svariati metodi per misurare la volatilità di un titolo o di un’attività finanziaria. Uno fra i più versatili è l’indicatore di volatilità proposto da Marc Chaikin che prende il nome di Chaikin’s Volatility Index. L’inclinazione dell’indicatore indica la velocità e la direzione della volatilità: più è inclinato e rivolto verso l’alto tanto maggiore sarà l’incremento della volatilità in un breve lasso di tempo; viceversa in caso contrario.

  • quando la chiusura è concorde con la rottura, pertanto un breakout deve avvenire con chiusura di barra superiore all’apertura (candela bianca), viceversa un breakdown deve avvenire con chiusura inferiore all’apertura (candela nera)
    la rottura deve essere confermata in chiusura: pertanto in caso di breakout la chiusura di barra deve essere al di sopra della resistenza violata, in caso di breakdown deve essere al di sotto del supporto violato.

  • Infine sono più attendibili le violazioni di massimi e minimi significativi, cioè annuali o degli ultimi 2 mesi.

  • Altri filtri sono rappresentati da indicatori di ipercomprato o ipervenduto come l’RSI. Se il breakout avviene quando un indicatore di ipercomprato è già ai massimi è possibile aspettarsi quantomeno un pullback dopo la rottura e quindi si può evitare di entrare long.

  • Allo stesso modo si può utilizzare come filtro le bande di Bollinger: se i prezzi chiudono sopra la banda superiore di Bollinger si può evitare di andare long mentre si evita lo short se chiudono al di sotto della banda inferiore.

  • Un ulteriore filtro può essere rappresentato da indicatori di trend come l’ADX (14) o da qualche media come la MM 200. Ad esempio possiamo evitare di fare un trade long in un’ottica di breve termine se il trend è ribassista (ADX<30>30 e +DI > -DI ed i prezzi sono sopra la MM 200).

  • Un altro filtro può essere rappresentato dall’evitare trade long quando si siano registrati 7 o più minimi crescenti ed evitare trade short quando si siano registrati 7 o più massimi decrescenti.

esempio di trade: long su superamento di un precedente massimo (breakout) e short su violazione di un precedente minimo (breakdown)

Vediamo su di un grafico a caso come si sarebbe gestita l’operatività ricorrendo a questo metodo semplice semplice… certo ci saranno dei trade che sono più profittevoli ed altri che lo saranno di meno, ci saranno anche dei falsi segnali (trade che vengono chiusi in stop) ma provate a fare quest’esperimento su tutti gli altri titoli che volete e verificate se nel medio lungo termine una strategia così semplice non sia profittevole (ove più ove meno… però è tanto più profittevole quanto più scegliete titoli in trend, l’unica accortezza è evitare titoli che tendono per lo più a lateralizzare perché in quei casi ci saranno molti falsi segnali)perché applicata rigorosamente:
le regole sono semplicissime:

  • vi va long su violazione del massimo precedente
  • si esce dalla posizione appena c’è una violazione di un minimo precedente oppure si esce quando il guadagno potenziale si riduce del 50%, al limite si esce in pari (mai trasformare in perdente un tarde sul quale c’è un guadagno potenziale)
  • si va short su violazione di un minimo precedente
  • si esce dalla posizione appena c’è una violazione di un massimo precedente oppure si esce quando il guadagno potenziale si riduce del 50%, al limite si esce in pari (mai trasformare in perdente un tarde sul quale c’è un guadagno potenziale)

sul grafico ho sottolineato in rosso tutti i minimi relativi
ed in verde tutti i massimi relativi
in A andiamo long perché viene violato un massimo precedente
il nostro primo stop è in B (usciremo se il titolo chiude sotto il minimo precedente e cioè B)
lo stop non viene preso ed il titolo sale
fa un nuovo minimo C dove innalzeremo il nostro stop (adesso è diventato già uno stop in pari)
non confondiamoci: noi usciremo solo su violazione di un minimo precedente cioè se il titolo va sotto l’ultima barretta rossa che abbiamo tracciato sul grafico
nei punti in cui si ha violazione del massimo precedente si può incrementare la posizione (il cosiddetto pyramiding, cioè si incrementa una posizione in guadagno che è cosa ben diversa dal mediare al ribasso che è un incrementare una posizione in perdita!)
ad esempio si può incrementare la posizione in D,E,F,G
ed i livelli sui quali man mano innalzeremo lo stop in guadagno sono H,I,L,M,N
si esce dalla posizione nel punto O: per la prima volta da quando siamo entrati long sul garfico s’è verificata una violazione al ribasso di un minimo precedente… s’è verificato dopo una sorta di doppio massimo e quindi in seguito un’inversione di Sperandeo, ma supponiamo di voler tradare solo con le informazioni di cui stiamo discutendo qua… vedremo che sono più che sufficienti

in P si va nuovamente long ma sarà un trade breve dal quale pur essendo per un certo punto in guadagno usciremo in pari (si esce nel punto Q), difatti i prezzi ridiscendono fino a toccare il nostro livello d’ingresso: si esce!

Restiamo flat fino a che andiamo short sul punto R su violazione del minimo precedente

I livelli di stop profit man mano che il trend al ribasso prosegue saranno S,T,U

V,Z,X saranno invece i livelli di pyramiding al ribasso

Da questo tarde al ribasso si esce quando l guadagno dall’ultimo livello di pyramiding s’è ridotto del 50% o nella peggiore delle ipotesi si esce nel punto Y su violazione del massimo relativo precedente

Come si può vedere non avremo mai preso i minimi ed i massimi
Ma che ci frega?
Noi dobbiamo guadagnare mica fare i supereroi che riescono ad andare long sul minimo assoluto e short sul massimo assoluto!

Se c’è qualcuno che vi racconta di metodi che vi consentono di entrare ed uscire sui massimi e minimi guardatelo con diffidenza!

long su superamento di un precedente massimo (breakout) e short su violazione di un precedente minimo (breakdown) su grafici lineari


In ogni momento e per ogni mercato è possibile identificare se il trend è al rialzo (minimi e massimi crescenti), al ribasso (minimi e massimi decrescenti) o in fase di congestione. Gli unici valori davvero validi come supporti e resistenze sono rappresentati da minimi e massimi precedenti e la perforazione di questi livelli costituisce importanti informazioni sulla direzione e sul cambiamento di direzione del trend. Perciò molti ne fanno uso per mettere stop di protezione ed entrare in posizione.
Il trend cambia direzione verso l’alto quando un massimo di breve periodo viene superato al rialzo; il trend cambia direzione verso il basso quando un minimo di breve periodo viene violato al ribasso. Le indicazioni operative sono semplicissime:
si va long al superamento del massimo precedente (breakout) e si va short alla violazione del minimo precedente (breakdown)


In realtà per essere sicuri che vi sia vera inversione non sarebbe sufficiente questa prima rottura ma occorrerebbero due massimi crescenti in caso di trend al rialzo e due minimi decrescenti in caso di trend al ribasso (la teoria classica di Dow prescrive che si possa parlare di trend rialzista solo quando si hanno due massimi e due minimi crescenti, e di trend ribassista con due minimi e due massimi decrescenti), tuttavia l’investitore a brevissimo termine non può (o non vuole) attendere che si realizzino tutti i segnali di una inversione completa secondo i canoni della teoria di Dow e quindi accetta di prendere posizione anche solo su una prima rottura del precedente massimo o del precedente minimo (altrimenti ad esempio dopo una rottura al rialzo di un massimo precedente dovrebbe attendere un ritracciamento con formazione di un massimo più alto del precedente e quindi un’altra rottura al rialzo dell’ultimo massimo appena formato).
qua un esempio pratico di come si gestiscono questi trade
qua invece il setup in caso di operatività si grafici a candele o a barre

giovedì 19 luglio 2007

ingresso con 1-2-3 high or low che partono dalle bande di bollinger o dalla media delle bb


è una variante del classico 123 high or low

s'introduce un altro parametro da valutare e cioè la posizione delle bande di Bollinger

s'inserisce quindi un fltro e si opera soltanto con gli 123 che partano dalle bande di Bollinger o dalla media delle BB


Setup:
oltre al pattern 1-2-3 utilizziamo anche le bande di Bollinger. Le regole per fare trading con questi 2 strumenti (BB e pattern 1-2-3) sono semplicissime:

i prezzi devono toccare o violare al rialzo la Banda di Bollinger superiore o la linea della media mobile prima che la formazione 1-2-3 high diventi un legittimo punto di entrata;

i prezzi devono toccare o violare al ribasso la Banda di Bollinger inferiore o la linea della media mobile prima che la formazione 1-2-3 low diventi un legittimo punto di entrata.

Ingresso:
Al breakout del punto 2 di un 1-2-3

Stop loss:
Dove posizioniamo i nostri stop loss? Un tick sotto il punto numero 3 in un movimento al rialzo, e un tick sopra il numero 3 in un movimento al ribasso.


Note:
Ovviamente, come sempre, appena possibile ci si porta in pari e si alza il punto di uscita poco sotto un supporto grafico in caso di trade long (un supporto è costituito dal minimo di un ritracciamento durante un movimento rialzista) o poco sopra una resistenza grafica in caso di trade short.

Quando i prezzi raggiungono la banda di Bollinger opposta a quella sulla quale è partito il trade si stringono gli stop sulla base della probabilità statistica che il movimento sia vicino alla conclusione.

Joe Ross ha tuttavia sperimentato che quando il numero 1 parte dalle bande è opportuno che il punto 2 venga superato prima di entrare nel trade. Se invece il numero 1 parte dalla media mobile e non dalla banda allora si può ricorrere al trader’s Trick.



facciamo degli esempi:




martedì 17 luglio 2007

trader's trick



Vi sono dei casi in cui è possibile anticipare l’ingresso dell’1-2-3 high or low e del RH con trader’s trick.

Lo scopo della entrata Trader’s Trick è quello di permetterci di iniziare un trade prima dell’entrata di altri trader e soprattutto di evitare un falso breakout o falso breakdown. È infatti prassi diffusa, per molti investitori, entrare alla rottura di importanti livelli di resistenza o supporti, col rischio però che tali rotture non costituiscano né l’inizio di un nuovo trend né il ripristino del trend in atto. Non dobbiamo dimenticare che buona parte del mercato è manipolato. Gli insiders, le cosiddette mani forti, possono, in ogni momento, progettare movimenti nei prezzi su determinati titoli con l’unico scopo di conseguire lauti profitti a scapito dei malcapitati investitori che, loro malgrado, hanno preso parte al gioco. Significa che mentre noi aspettiamo di entrare alla rottura di un punto 2 o alla rottura di un RH altri possono indurci a pensare che ci convenga fare proprio questo e tenderci una trappola (il mercato si invertirebbe subito dopo). D’altra parte il punto 2 ed il RH sono importanti resistenze (rappresentano i massimi precedenti in caso di uptrend oppure importanti supporti in caso di downtrend) e quindi è normale che su questi livelli ci sia inizialmente equilibrio.
Tipicamente, ci saranno molti ordini accumulati proprio oltre il punto di un Ross Hook. Questo è vero anche per il punto numero 2 di una formazione 1-2-3. Gli operatori “interni” dei mercati sono estremamente consapevoli degli accumuli di ordini in questi punti, e, se possono, muoveranno i prezzi fino al punto in cui vedono gli ordini accumulati, e poi un po’ oltre, allo scopo di liquidare il più possibile le loro posizioni. Questa azione è denominata caccia degli stop. Gli operatori interni spesso costruiscono movimenti diretti precisamente a quei punti in cui si rendono conto che gli ordini sono accumulati. È esattamente questo tipo di costruzione che rende possibile la Trader’s Trick. A meno che la pressione degli operatori “esterni” (cioè noi) sia sufficiente per portare il mercato a un nuovo livello, la rottura si rivelerà falsa.
La Trader's Trick è costruita per battere gli interni al loro stesso gioco, o almeno per creare un campo di gioco più paritario.
Quando facciamo trading sul RH, noi vogliamo entrare prima della vera rottura del punto del RH. Se la rottura non è falsa, il risultato sarà un significativo profitto. Se la rottura è falsa, avremo almeno coperto i nostri costi e preso un po’ di profitto per il nostro sforzo.
Nel caso di un movimento al rialzo verso un RH, se ci sono abbastanza acquisti per superare tutte le vendite che scatteranno sulla resistenza rappresentata proprio dal RH, il mercato continuerà a salire. Se no, gli interni saranno pronti a entrare al ribasso, specialmente quelli che sanno che era una mossa costruita. Nota bene: non pensare neppure per un istante che non ci sia manipolazione dei prezzi.
Non importa se utilizziamo un grafico giornaliero o a 5 minuti, il principio è lo stesso.

Con le precedenti informazioni in mente, vediamo come compiere l’entrata Trader's Trick:
In pratica consiste nell’entrare sul breakout del massimo della barra che definisce il punto RH e che è la prima della correzione. È necessario che ci sia abbastanza spazio tra il livello di ingresso e la barra RH, in modo tale che, se i prezzi, una volta tentato di forzare l’uncino, dovessero tornare indietro, avremmo la possibilità di uscire evitando perdite indesiderate. Sappiamo infatti che obiettivo numero uno del trader è non perdere.
Riportiamo la figura per meglio capire cosa si intende per spazio tra il max di ciascuna barra della correzione ed RH



I punti a, b e c rappresentano, man mano che una barra fallisce il take out della precedente, i nostri punti di ingresso. Se la barra di correzione 1 non viene violata dalla barra di correzione 2 allora sarà il max (b) della barra 2 il nostro punto di ingresso. Se neppure la barra 3 violerà il punto b della barra 2, il punto c della barra 3 costituirà il nostro entry point. Se una quarta barra di correzione dovesse fallire il breakout di c, non tenteremo più di entrare sul breakout delle barre di correzione, ovvero non utilizzeremo questa tecnica (oltre le tre barre di correzione noi smetteremo di cercare di comprare la rottura di tali barre). Inoltre non entriamo su breakout da gap, cioè non entreremo se il nostro entry point viene saltato in apertura





Che cosa succede se la quarta barra si comporta come mostrato nella figura indicata da un asterisco rosso?



Fino a quando il mercato muove nella direzione del trend e purché ci sia sufficiente spazio tra il nostro ingresso e l’uncino tutti e tre i livelli di ingresso rappresentano nostri entry points. Il max della barra di correzione 3 (punto c) viene saltato in apertura, quindi non entriamo, ma la rottura del max (punto b) rappresenta il successivo entry point. Se fosse saltato dal gap anche il punto b il punto a è il nostro ultimo punto di buy. Un altro punto di ingresso potrebbe essere il breakout del max (punto d) della barra 4, purché rimanga sempre entro il range tra a e c.
Si potrebbe obiettare che l’apertura in gap annulla l’operatività sulla barra 4, ma è pur sempre vero che il breakout del punto b avviene successivamente senza gap ed inoltre avviene all’interno del range ritenuto più sicuro contro possibili fake out (inganni delle mani forti) una volta raggiunto l’uncino. L’importante, ripetiamo, è che il punto di ingresso rientri nel range detto sopra e comunque disti sufficientemente dall’uncino in modo tale da evitare perdite in caso di falso breakout o doppio massimo.
Una volta entrati è importantissimo liquidare la metà dei titoli acquistati non appena il prezzo ci consente di coprire i costi connessi all’operazione e garantirci un piccolo margine. A questo punto col rimanente quantitativo mettiamo uno stop a pareggio o sotto il minimo della correzione. Male che vada avremo operato per niente, o per poco, ma almeno non avremo perso nulla, se invece il breakout è reale e a volte è così allora saremo dei traders felici.
Anche se non lo spieghiamo nei dettagli, lo stesso concetto vale per i Ross Hook formati al termine di una mossa al ribasso.
Abbiamo detto che non operiamo più col trader’s trick nel momento in cui si verificano più di tre barre di correzione. Vi è però una situazione in cui è possibile prendere il breakout di una barra di correzione successiva alla terza. Osserviamo la figura con due asterischi rossi: questa mostra l’uso di doppie o triple aree di supporto o resistenza per implementare il trucco del trader. Nonostante si verifichi una congestione (più di tre barre di correzione) a ridosso di aree di resistenza o supporto è preferibile prendere il breakout di tali livelli.

Quando evitare il RH ed il trader’s trick?
Vi sono casi in cui occorre prestare molta attenzione e possibilmente evitare di operare con la tecnica dell’uncino. Non si tratta di casi assoluti, ma è molto importante ricordare come le probabilità di successo si riducano notevolmente, mentre noi vogliamo operare solo con molte probabilità a nostro favore.
I casi si verificano:
- quando i prezzi diventano improvvisamente volatili e gli uncini sono, in termini di prezzi, molto distanti dalle correzioni, che a loro volta si manifestano con gaps
- quando gli uncini si susseguono a distanza di poche barre, anche una o due dopo una correzione, segno che il mercato è vicino al top o si sta muovendo troppo velocemente;
- quando vi è un breakout di un uncino con volumi inconsistenti;
- quando i prezzi, dopo tre barre di correzione non hanno ripreso con decisione la direzione verso l’uncino - quando un uncino è troppo lontano.

Vedi figura sotto


Come si vede dal grafico precedente, quando c’è l’inversione ed inizia un nuovo trend (nel caso del grafico precedente c’è un 1-2-3 low ed inizia un trend rialzista) ogni strappo (in questo caso al rialzo), seguito da una correzione successiva, definisce un nuovo RH. Cioè dopo il primo RH abbiamo una successione di RH a meno che non sia abbia un ritracciamento così profondo da invertire il trend ed andare sotto il livello fisiologico di supporto (in caso di trend al rialzo). In questo caso il trend si considera esaurito e si riprende nuovamente il conteggio in caso di ripartenza del trend.
Visto che non ricordo se lo ho scritto prima, lo evidenzio qua: il trader’s trick (cioè quest'ingresso anticipato prima dei livelli di breakout veri e propri) può essere praticato sia sul RH sia direttamente sul pattern 1-2-3 low or high

breakout o breakdown di un RH


Quando si vuole avere una maggiore sicurezza o quando c’è il sospetto di mercati pilotati si può entrare aspettando un’ulteriore conferma rispetto ad un’entrata con 1-2-3 low or high. In questo caso si aspetta che si formi un RH. I vantaggi sono quelli di avere una maggiore certezza nella formazione del movimento in atto e quindi minore rischio, però talvolta attendere l’ulteriore conferma del trend in atto mediante la formazione di un RH costa il mancato ingresso sul mercato o quantomeno significa entrare in ritardo rispetto all’inizio del movimento dei prezzi.


Setup:
Si definisce RH una barra che in un trend al rialzo segna un nuovo massimo dopo quello della barra 2, seguito da una barra con massimo inferiore a quello definito dalla barra RH (e specularmente si definisce RH una barra che in un trend al ribasso segna un nuovo minimo dopo quello della barra 2, seguito da una barra con minimo più alto rispetto a quello definito dalla barra RH).
Dopo la barra RH per definizione si ha una correzione (se in un trend al rialzo la barra successiva formasse un nuovo massimo la precedente non sarebbe più una RH ma piuttosto potrebbe esserlo quest’ultima barra).
Ingresso:
La correzione deve essere costituita da massimo 4 barre e si prende posizione sul mercato al break della barra RH.
Stop loss:
sotto al minimo creato dalla barra di ingresso
Nota:
Attenzione però, perché se la correzione è costituita da un numero di barre superiore a 4 dopo il RH, allora si è in presenza dell’inizio di una fase di congestione e quindi dobbiamo considerare la possibilità di astenerci dal considerare il RH come segnale di ingresso. Ripetiamo: ciò vale non solo per un RH in seguito ad un 1-2-3 high or low, ma anche per un RH in seguito ad una qualsiasi fase di congestione (anche su questi RH si applica la trader’s trick).

breakdown di un 1-2-3 high


Un 1-2-3 high parte da un massimo relativo e definisce un’inversione ribassista:

un tipico 1-2-3 high si forma alla fine di un trend rialzista e rappresenta, una volta formatosi, un importante punto di svolta del mercato con il possibile inizio di un nuovo trend, questa volta al ribasso.
Un pattern 1-2-3 high è costituito da una barra che segna un nuovo massimo (1), una barra che segna un nuovo minimo (2), quindi una barra che segna un altro massimo (3), però inferiore al precedente.

Al breakout del punto 2 abbiamo un segnale short.

Ovviamente il punto 3 non può segnare un massimo superiore al punto 1 altrimenti tutto il pattern verrebbe invalidato ed esso rappresenterebbe il nuovo punto 1 dal quale riprendere il conteggio.

Il pattern si completa solo quando una barra fa il breakdown del punto 2: questo è il livello di ingresso short. La barra che fa il break non deve però violare il punto 3 (cioè non deve avere un massimo superiore al massimo della barra 3) altrimenti tutto il pattern viene invalidato.

Dato che il pattern si annulla se la barra di breakout viola il punto 3, questo è un livello fisiologico sul quale posizionare uno stop loss. Volendo dare più margine al trade lo stop può essere posizionato sopra il punto 1.

Alcune considerazioni importanti per individuare con certezza i punti 1, 2, 3 di un 1-2-3 high:
È importante sottolineare che il movimento dal punto 1 al 2 può essere formato da più di una barra, come quello dal punto 2 al 3. Il punto 1 è definito come l’ultima barra che ha realizzato un nuovo massimo nel corso dell’ultimo movimento rialzista. Potenzialmente siamo in presenza di un punto 1 ogni qualvolta il mercato sale sopra il massimo precedente.
Il punto 2 è creato quando una correzione completa si verifica. Correzione completa significa che una barra successiva al punto 2 (o una combinazione di barre non superiore a tre, successive alla barra del punto 2) deve (devono) realizzare un massimo ed un minimo superiori a quelli della barra del punto 2.
Il massimo più alto e il minimo più alto possono accadere in qualsiasi ordine.
Se ciò non avviene dopo tre barre abbiamo una congestione.
Anche il punto 3 è creato quando una correzione completa si verifica. Per il punto 3 la correzione completa si ha quando i prezzi, riscendendo dal potenziale punto 3, formano una barra che ha un minimo ed un massimo inferiori a quelli della barra del punto 3, o una combinazione di barre fino ad un massimo di tre, con all’interno un minimo ed un massimo inferiori a quelli della barra del punto 3.
Se ciò non avviene dopo tre barre abbiamo una congestione e dobbiamo valutare la possibilità di tralasciare di considerare il pattern come un segnale di ingresso. Infatti, pur non essendoci un numero di barre preciso, il pattern deve svilupparsi entro un numero di barre ragionevole e soprattutto bisogna essere sicuri che il grafico non sia nel frattempo entrato in congestione. In altre parole non si può considerare valida una sequenza che si sviluppa con talmente tante barre da far sì che quando si deve entrare sul mercato il trend sia cambiato o esaurito.
È possibile che sia il numero 1 sia il numero 2 si formino sulla stessa barra.
Anche il punto 2 ed il punto 3 possono essere rappresentati dalla stessa barra (questo succede spesso nei grafici intraday, nei grafici daily invece dovremmo considerare valide solo i pattern con almeno 4 barre).


Riassumendo in breve

Setup di 1-2-3 high:
Un 1-2-3 high parte da un massimo relativo e definisce un’inversione ribassista.
Un pattern 1-2-3 high è costituito da una barra che segna un nuovo massimo (1), una barra che segna un nuovo minimo (2), quindi una barra che segna un altro massimo (3), però inferiore al precedente.
Ingresso:
Al breakout del punto 2 abbiamo un segnale short. Il pattern si completa solo quando una barra fa il breakout del punto 2: questo è il livello di ingresso short.
Stop loss:
Dato che il pattern si annulla se la barra di breakout viola il punto 3, questo è un livello fisiologico sul quale posizionare uno stop loss. In alternativa lo stop può essere posizionato sopra al punti 1.


lunedì 16 luglio 2007

breakout di un 1-2-3 low


In una serie di post studieremo dei segnali d'ingresso il cui scopo è quello di sfruttare l’energia che determina il breakout di un livello particolare: il breakout di un ledge, di un trading range, di un 1-2-3 high or low, di un RH.


Partiamo dall'123 low


Un 1-2-3 low parte da un minimo relativo e definisce un’inversione rialzista:

un tipico 1-2-3 low si forma alla fine di un trend ribassista e rappresenta, una volta formatosi, un importante punto di svolta del mercato con il possibile inizio di un nuovo trend, in questo caso al rialzo.
Un pattern 1-2-3 low è costituito da una barra che segna un nuovo minimo (1), una barra che segna un nuovo massimo (2), quindi una barra che segna un altro minimo (3), però superiore al precedente.

Al breakout del punto 2 abbiamo un segnale long.

Ovviamente il punto 3 non può segnare un minimo inferiore al punto 1 altrimenti tutto il pattern verrebbe invalidato ed esso rappresenterebbe il nuovo punto 1 dal quale riprendere il conteggio.


Dato che il pattern si annulla se la barra di breakout viola il punto 3, questo è un livello fisiologico sul quale posizionare uno stop loss; volendo dare più margine al titolo lo stop può essere posizionato sotto al punto 1.


Alcune considerazioni importanti per individuare con certezza i punti 1, 2, 3 di un 1-2-3 low:
È importante sottolineare che il movimento dal punto 1 al 2 può essere formato da più di una barra, come quello dal punto 2 al 3. Il punto 1 è definito come l’ultima barra che ha realizzato un nuovo minimo nel corso dell’ultimo movimento ribassista. Potenzialmente siamo in presenza di un punto 1 ogni qualvolta il mercato scende sotto il minimo precedente.
Il punto 2 è creato quando una correzione completa si verifica. Correzione completa significa che una barra successiva al punto 2 (o una combinazione di barre non superiore a tre, successive a quella del punto 2) deve (devono) realizzare un massimo ed un minimo inferiori a quelli della barra del punto 2. Il massimo più basso e il minimo più basso possono accadere in qualsiasi ordine. Se ciò non avviene dopo tre barre abbiamo una congestione.
Anche il punto 3 è creato quando una correzione completa si verifica. Per il punto 3 la correzione completa si ha quando i prezzi, risalendo, formano una barra che ha un minimo ed un massimo superiori a quelli della barra del punto 3, o una combinazione di barre fino ad un massimo di tre, con all’interno un minimo ed un massimo superiori a quelli della barra del punto 3.
Se ciò non avviene dopo tre barre abbiamo una congestione e dobbiamo valutare la possibilità di tralasciare di considerare il pattern come un segnale di ingresso. Infatti, pur non essendoci un numero di barre preciso, il pattern deve svilupparsi entro un numero di barre ragionevole e soprattutto bisogna essere sicuri che il grafico non sia nel frattempo entrato in congestione. In altre parole non si può considerare valida una sequenza che si sviluppa con talmente tante barre da far sì che quando si deve entrare sul mercato il trend sia cambiato o esaurito.
È possibile che sia il numero 1, sia il numero 2 si formino sulla stessa barra.
Anche il punto 2 ed il punto 3 possono essere rappresentati dalla stessa barra (questo succede spesso nei grafici intraday, nei grafici daily invece dovremmo considerare valide solo i pattern con almeno 4 barre).



Riassumendo in breve il pattern

Setup 1-2-3 low:
Un 1-2-3 low parte da un minimo relativo e definisce un’inversione rialzista
Un pattern 1-2-3 low è costituito da una barra che segna un nuovo minimo (1), una barra che segna un nuovo massimo (2), quindi una barra che segna un altro minimo (3), però superiore al precedente.
Ingresso:
Al breakout del punto 2 abbiamo un segnale long.
Stop loss:
Dato che il pattern si annulla se la barra di breakout viola il punto 3, questo è un livello fisiologico sul quale posizionare uno stop loss. Per maggiore sicurezza si può posizionare lo stop sotto al punto 1, ma rischiando di perdere di più se dovesse scattare.