
giovedì 5 giugno 2008
• Ingresso su rottura di uno degli estremi di una Constricted bar

• Ingresso su break del minimo o del massimo di una Inside bar

domenica 22 luglio 2007
breakout e breakdown su grafici a candele o a barre

La barra che supera il massimo precedente o quella che viola al ribasso il minimo precedente è la barra di setup.
Ingresso:
Operativamente se stiamo operando sul grafico daily si può entrare verso la fine della giornata nella quale è avvenuto il breakout quando si è visto che le condizioni sopra riportate sono rispettate. Analogamente in caso di breakdown si può entrare a fine seduta. In questo modo si entra durante la stessa barra di break (out o down): questa è un’operatività più aggressiva ma un po’ più rischiosa.
Un’operatività meno aggressiva consiste nell’aspettare il giorno seguente ed andare long su violazione del massimo della barra di breakout che sarebbe la barra di setup. Analogamente si va short su violazione del minimo della barra di breakdown ponendo lo stop due tick sopra la barra di ingresso o sopra la barra di breakdown.
Stop loss:
Lo stop loss va posto due tick sotto il minimo della barra di breakout. Analogamente in caso di breakdown lo stop loss viene posto due tick sopra al massimo della barra di breakdown.
Questo tipo di trade è il caso totalmente opposto a quello dello swing trading. In questi casi si ha violazione della resistenza rappresentata dal massimo precedente (breakout) o del supporto rappresentato dal minimo precedente (breakdown).
Tale fenomeno avviene normalmente dopo un intensa lotta tra rialzisti e ribassisti che bloccano il movimento di un titolo all'interno di un’area ben delimitata. Il presupposto alla base del suo sfruttamento operativo risiede nella constatazione che una volta rotta la resistenza o il supporto il trend sia libero di esprimersi supportato dalla convinzione che sia stata sconfitta la parte avversa. Sui breakout vige la regola secondo la quale i prezzi tenderanno a muoversi nella stessa direzione in cui avviene la rottura. Un breakout attira molti traders che vanno in acquisto. Questi acquisti a loro volta generano altri acquisti.
Il problema è capire quando è vera rottura o no, in quanto si è visto statisticamente che nel 55-60% dei casi i breakout sono fasulli, cioè creati da arte dalle mani forti. Cioè questo tipo di tecnica rispetto allo swing trading fa scattare più volte gli stop loss se posizionati nel modo indicato di seguito (a meno che non li si ponga molto lontano e cioè sotto al minimo precedente, il quale spesso può trovarsi molto distante dal nostro punto di ingresso) però ha il vantaggio che quando il trend va, si guadagna molto recuperando le tante piccole perdite subite.
Il problema principale è dunque distinguere i falsi breakout da quelli reali. Esistono una serie di regole operative che possono aiutarci a qualificare il breakout e valutare in anticipo se ha la forza necessari a mantenere la spinta nella direzione intrapresa.
Pertanto non dobbiamo acquistare ad ogni breakout e vendere ad ogni breakdown ma dobbiamo cercare di capire quali di queste rotture probabilmente saranno accompagnate da un movimento esplosivo dei prezzi. Quindi è necessario utilizzare dei filtri per ridurre questi rischi e selezionare i trade da effettuare.
- quando si ha un’esplosione dei volumi. Ma quando è possibile parlare di incremento dei volumi? A parte il confronto dei volumi odierni con quelli della seduta precedente, sistema immediato ma poco affidabile, spesso si mette in relazione i volumi della seduta relativa al breakout con la media dei volumi di un determinato numero di sedute precedenti. Noi ad esempio possiamo considerare validi quei break che avvengono con volumi che siano il doppio rispetto alla media degli ultimi 20 giorni o 50 giorni
- Inoltre può essere importante avere anche un’informazione di tipo qualitativo riguardo ai volumi. L’indicatore On Balance Volume (Obv), messo a punto da Joe Granville oltre a misurare la quantità dei volume ne assegna la direzione, se al rialzo o se al ribasso. L’Obv si basa sull’assunto che le proprie variazioni precedano quelle dei prezzi a causa della partecipazione degli investitori più informati le cui azioni, di norma, anticipano quelle della massa degli operatori
- quando il breakout è effettuato con un’esplosione della volatilità. In un grafico a barre la volatilità è data dal range minimo-massimo di ciascuna barra. Un aumento della volatilità, aggiunto quindi allo sfondamento di una resistenza (o supporto) e all’incremento dei volumi conferisce ulteriore credibilità all’azione dei prezzi e incoraggia a prendere posizione con maggiore sicurezza. Ad esempio possiamo fare il trade quando il range della candela di breakout è superiore al range delle candele delle 9 sedute precedenti
Esistono svariati metodi per misurare la volatilità di un titolo o di un’attività finanziaria. Uno fra i più versatili è l’indicatore di volatilità proposto da Marc Chaikin che prende il nome di Chaikin’s Volatility Index. L’inclinazione dell’indicatore indica la velocità e la direzione della volatilità: più è inclinato e rivolto verso l’alto tanto maggiore sarà l’incremento della volatilità in un breve lasso di tempo; viceversa in caso contrario. - quando la chiusura è concorde con la rottura, pertanto un breakout deve avvenire con chiusura di barra superiore all’apertura (candela bianca), viceversa un breakdown deve avvenire con chiusura inferiore all’apertura (candela nera)
la rottura deve essere confermata in chiusura: pertanto in caso di breakout la chiusura di barra deve essere al di sopra della resistenza violata, in caso di breakdown deve essere al di sotto del supporto violato. - Infine sono più attendibili le violazioni di massimi e minimi significativi, cioè annuali o degli ultimi 2 mesi.
- Altri filtri sono rappresentati da indicatori di ipercomprato o ipervenduto come l’RSI. Se il breakout avviene quando un indicatore di ipercomprato è già ai massimi è possibile aspettarsi quantomeno un pullback dopo la rottura e quindi si può evitare di entrare long.
- Allo stesso modo si può utilizzare come filtro le bande di Bollinger: se i prezzi chiudono sopra la banda superiore di Bollinger si può evitare di andare long mentre si evita lo short se chiudono al di sotto della banda inferiore.
- Un ulteriore filtro può essere rappresentato da indicatori di trend come l’ADX (14) o da qualche media come la MM 200. Ad esempio possiamo evitare di fare un trade long in un’ottica di breve termine se il trend è ribassista (ADX<30>30 e +DI > -DI ed i prezzi sono sopra la MM 200).
- Un altro filtro può essere rappresentato dall’evitare trade long quando si siano registrati 7 o più minimi crescenti ed evitare trade short quando si siano registrati 7 o più massimi decrescenti.
esempio di trade: long su superamento di un precedente massimo (breakout) e short su violazione di un precedente minimo (breakdown)
Vediamo su di un grafico a caso come si sarebbe gestita l’operatività ricorrendo a questo metodo semplice semplice… certo ci saranno dei trade che sono più profittevoli ed altri che lo saranno di meno, ci saranno anche dei falsi segnali (trade che vengono chiusi in stop) ma provate a fare quest’esperimento su tutti gli altri titoli che volete e verificate se nel medio lungo termine una strategia così semplice non sia profittevole (ove più ove meno… però è tanto più profittevole quanto più scegliete titoli in trend, l’unica accortezza è evitare titoli che tendono per lo più a lateralizzare perché in quei casi ci saranno molti falsi segnali)perché applicata rigorosamente:
le regole sono semplicissime:
- vi va long su violazione del massimo precedente
- si esce dalla posizione appena c’è una violazione di un minimo precedente oppure si esce quando il guadagno potenziale si riduce del 50%, al limite si esce in pari (mai trasformare in perdente un tarde sul quale c’è un guadagno potenziale)
- si va short su violazione di un minimo precedente
- si esce dalla posizione appena c’è una violazione di un massimo precedente oppure si esce quando il guadagno potenziale si riduce del 50%, al limite si esce in pari (mai trasformare in perdente un tarde sul quale c’è un guadagno potenziale)
sul grafico ho sottolineato in rosso tutti i minimi relativi
ed in verde tutti i massimi relativi
in A andiamo long perché viene violato un massimo precedente
il nostro primo stop è in B (usciremo se il titolo chiude sotto il minimo precedente e cioè B)
lo stop non viene preso ed il titolo sale
fa un nuovo minimo C dove innalzeremo il nostro stop (adesso è diventato già uno stop in pari)
non confondiamoci: noi usciremo solo su violazione di un minimo precedente cioè se il titolo va sotto l’ultima barretta rossa che abbiamo tracciato sul grafico
nei punti in cui si ha violazione del massimo precedente si può incrementare la posizione (il cosiddetto pyramiding, cioè si incrementa una posizione in guadagno che è cosa ben diversa dal mediare al ribasso che è un incrementare una posizione in perdita!)
ad esempio si può incrementare la posizione in D,E,F,G
ed i livelli sui quali man mano innalzeremo lo stop in guadagno sono H,I,L,M,N
si esce dalla posizione nel punto O: per la prima volta da quando siamo entrati long sul garfico s’è verificata una violazione al ribasso di un minimo precedente… s’è verificato dopo una sorta di doppio massimo e quindi in seguito un’inversione di Sperandeo, ma supponiamo di voler tradare solo con le informazioni di cui stiamo discutendo qua… vedremo che sono più che sufficienti
in P si va nuovamente long ma sarà un trade breve dal quale pur essendo per un certo punto in guadagno usciremo in pari (si esce nel punto Q), difatti i prezzi ridiscendono fino a toccare il nostro livello d’ingresso: si esce!
Restiamo flat fino a che andiamo short sul punto R su violazione del minimo precedente
I livelli di stop profit man mano che il trend al ribasso prosegue saranno S,T,U
V,Z,X saranno invece i livelli di pyramiding al ribasso
Da questo tarde al ribasso si esce quando l guadagno dall’ultimo livello di pyramiding s’è ridotto del 50% o nella peggiore delle ipotesi si esce nel punto Y su violazione del massimo relativo precedente
Come si può vedere non avremo mai preso i minimi ed i massimi
Ma che ci frega?
Noi dobbiamo guadagnare mica fare i supereroi che riescono ad andare long sul minimo assoluto e short sul massimo assoluto!
Se c’è qualcuno che vi racconta di metodi che vi consentono di entrare ed uscire sui massimi e minimi guardatelo con diffidenza!
long su superamento di un precedente massimo (breakout) e short su violazione di un precedente minimo (breakdown) su grafici lineari

Il trend cambia direzione verso l’alto quando un massimo di breve periodo viene superato al rialzo; il trend cambia direzione verso il basso quando un minimo di breve periodo viene violato al ribasso. Le indicazioni operative sono semplicissime:
si va long al superamento del massimo precedente (breakout) e si va short alla violazione del minimo precedente (breakdown)
giovedì 19 luglio 2007
ingresso con 1-2-3 high or low che partono dalle bande di bollinger o dalla media delle bb

oltre al pattern 1-2-3 utilizziamo anche le bande di Bollinger. Le regole per fare trading con questi 2 strumenti (BB e pattern 1-2-3) sono semplicissime:
i prezzi devono toccare o violare al ribasso la Banda di Bollinger inferiore o la linea della media mobile prima che la formazione 1-2-3 low diventi un legittimo punto di entrata.
Ingresso:
Al breakout del punto 2 di un 1-2-3
Stop loss:
Dove posizioniamo i nostri stop loss? Un tick sotto il punto numero 3 in un movimento al rialzo, e un tick sopra il numero 3 in un movimento al ribasso.
Note:
Ovviamente, come sempre, appena possibile ci si porta in pari e si alza il punto di uscita poco sotto un supporto grafico in caso di trade long (un supporto è costituito dal minimo di un ritracciamento durante un movimento rialzista) o poco sopra una resistenza grafica in caso di trade short.
martedì 17 luglio 2007
trader's trick

Tipicamente, ci saranno molti ordini accumulati proprio oltre il punto di un Ross Hook. Questo è vero anche per il punto numero 2 di una formazione 1-2-3. Gli operatori “interni” dei mercati sono estremamente consapevoli degli accumuli di ordini in questi punti, e, se possono, muoveranno i prezzi fino al punto in cui vedono gli ordini accumulati, e poi un po’ oltre, allo scopo di liquidare il più possibile le loro posizioni. Questa azione è denominata caccia degli stop. Gli operatori interni spesso costruiscono movimenti diretti precisamente a quei punti in cui si rendono conto che gli ordini sono accumulati. È esattamente questo tipo di costruzione che rende possibile la Trader’s Trick. A meno che la pressione degli operatori “esterni” (cioè noi) sia sufficiente per portare il mercato a un nuovo livello, la rottura si rivelerà falsa.
La Trader's Trick è costruita per battere gli interni al loro stesso gioco, o almeno per creare un campo di gioco più paritario.
Quando facciamo trading sul RH, noi vogliamo entrare prima della vera rottura del punto del RH. Se la rottura non è falsa, il risultato sarà un significativo profitto. Se la rottura è falsa, avremo almeno coperto i nostri costi e preso un po’ di profitto per il nostro sforzo.
Nel caso di un movimento al rialzo verso un RH, se ci sono abbastanza acquisti per superare tutte le vendite che scatteranno sulla resistenza rappresentata proprio dal RH, il mercato continuerà a salire. Se no, gli interni saranno pronti a entrare al ribasso, specialmente quelli che sanno che era una mossa costruita. Nota bene: non pensare neppure per un istante che non ci sia manipolazione dei prezzi.
Non importa se utilizziamo un grafico giornaliero o a 5 minuti, il principio è lo stesso.
In pratica consiste nell’entrare sul breakout del massimo della barra che definisce il punto RH e che è la prima della correzione. È necessario che ci sia abbastanza spazio tra il livello di ingresso e la barra RH, in modo tale che, se i prezzi, una volta tentato di forzare l’uncino, dovessero tornare indietro, avremmo la possibilità di uscire evitando perdite indesiderate. Sappiamo infatti che obiettivo numero uno del trader è non perdere.
Riportiamo la figura per meglio capire cosa si intende per spazio tra il max di ciascuna barra della correzione ed RH



Fino a quando il mercato muove nella direzione del trend e purché ci sia sufficiente spazio tra il nostro ingresso e l’uncino tutti e tre i livelli di ingresso rappresentano nostri entry points. Il max della barra di correzione 3 (punto c) viene saltato in apertura, quindi non entriamo, ma la rottura del max (punto b) rappresenta il successivo entry point. Se fosse saltato dal gap anche il punto b il punto a è il nostro ultimo punto di buy. Un altro punto di ingresso potrebbe essere il breakout del max (punto d) della barra 4, purché rimanga sempre entro il range tra a e c.
Si potrebbe obiettare che l’apertura in gap annulla l’operatività sulla barra 4, ma è pur sempre vero che il breakout del punto b avviene successivamente senza gap ed inoltre avviene all’interno del range ritenuto più sicuro contro possibili fake out (inganni delle mani forti) una volta raggiunto l’uncino. L’importante, ripetiamo, è che il punto di ingresso rientri nel range detto sopra e comunque disti sufficientemente dall’uncino in modo tale da evitare perdite in caso di falso breakout o doppio massimo.
Una volta entrati è importantissimo liquidare la metà dei titoli acquistati non appena il prezzo ci consente di coprire i costi connessi all’operazione e garantirci un piccolo margine. A questo punto col rimanente quantitativo mettiamo uno stop a pareggio o sotto il minimo della correzione. Male che vada avremo operato per niente, o per poco, ma almeno non avremo perso nulla, se invece il breakout è reale e a volte è così allora saremo dei traders felici.
Anche se non lo spieghiamo nei dettagli, lo stesso concetto vale per i Ross Hook formati al termine di una mossa al ribasso.
Abbiamo detto che non operiamo più col trader’s trick nel momento in cui si verificano più di tre barre di correzione. Vi è però una situazione in cui è possibile prendere il breakout di una barra di correzione successiva alla terza. Osserviamo la figura con due asterischi rossi: questa mostra l’uso di doppie o triple aree di supporto o resistenza per implementare il trucco del trader. Nonostante si verifichi una congestione (più di tre barre di correzione) a ridosso di aree di resistenza o supporto è preferibile prendere il breakout di tali livelli.

Vi sono casi in cui occorre prestare molta attenzione e possibilmente evitare di operare con la tecnica dell’uncino. Non si tratta di casi assoluti, ma è molto importante ricordare come le probabilità di successo si riducano notevolmente, mentre noi vogliamo operare solo con molte probabilità a nostro favore.
I casi si verificano:
- quando i prezzi diventano improvvisamente volatili e gli uncini sono, in termini di prezzi, molto distanti dalle correzioni, che a loro volta si manifestano con gaps
- quando gli uncini si susseguono a distanza di poche barre, anche una o due dopo una correzione, segno che il mercato è vicino al top o si sta muovendo troppo velocemente;
- quando vi è un breakout di un uncino con volumi inconsistenti;
- quando i prezzi, dopo tre barre di correzione non hanno ripreso con decisione la direzione verso l’uncino - quando un uncino è troppo lontano.

Visto che non ricordo se lo ho scritto prima, lo evidenzio qua: il trader’s trick (cioè quest'ingresso anticipato prima dei livelli di breakout veri e propri) può essere praticato sia sul RH sia direttamente sul pattern 1-2-3 low or high
breakout o breakdown di un RH

Si definisce RH una barra che in un trend al rialzo segna un nuovo massimo dopo quello della barra 2, seguito da una barra con massimo inferiore a quello definito dalla barra RH (e specularmente si definisce RH una barra che in un trend al ribasso segna un nuovo minimo dopo quello della barra 2, seguito da una barra con minimo più alto rispetto a quello definito dalla barra RH).
Dopo la barra RH per definizione si ha una correzione (se in un trend al rialzo la barra successiva formasse un nuovo massimo la precedente non sarebbe più una RH ma piuttosto potrebbe esserlo quest’ultima barra).
Ingresso:
La correzione deve essere costituita da massimo 4 barre e si prende posizione sul mercato al break della barra RH.
Stop loss:
sotto al minimo creato dalla barra di ingresso
Nota:
Attenzione però, perché se la correzione è costituita da un numero di barre superiore a 4 dopo il RH, allora si è in presenza dell’inizio di una fase di congestione e quindi dobbiamo considerare la possibilità di astenerci dal considerare il RH come segnale di ingresso. Ripetiamo: ciò vale non solo per un RH in seguito ad un 1-2-3 high or low, ma anche per un RH in seguito ad una qualsiasi fase di congestione (anche su questi RH si applica la trader’s trick).
breakdown di un 1-2-3 high

Un pattern 1-2-3 high è costituito da una barra che segna un nuovo massimo (1), una barra che segna un nuovo minimo (2), quindi una barra che segna un altro massimo (3), però inferiore al precedente.
È importante sottolineare che il movimento dal punto 1 al 2 può essere formato da più di una barra, come quello dal punto 2 al 3. Il punto 1 è definito come l’ultima barra che ha realizzato un nuovo massimo nel corso dell’ultimo movimento rialzista. Potenzialmente siamo in presenza di un punto 1 ogni qualvolta il mercato sale sopra il massimo precedente.
Il punto 2 è creato quando una correzione completa si verifica. Correzione completa significa che una barra successiva al punto 2 (o una combinazione di barre non superiore a tre, successive alla barra del punto 2) deve (devono) realizzare un massimo ed un minimo superiori a quelli della barra del punto 2.
Se ciò non avviene dopo tre barre abbiamo una congestione.
Anche il punto 3 è creato quando una correzione completa si verifica. Per il punto 3 la correzione completa si ha quando i prezzi, riscendendo dal potenziale punto 3, formano una barra che ha un minimo ed un massimo inferiori a quelli della barra del punto 3, o una combinazione di barre fino ad un massimo di tre, con all’interno un minimo ed un massimo inferiori a quelli della barra del punto 3.
Se ciò non avviene dopo tre barre abbiamo una congestione e dobbiamo valutare la possibilità di tralasciare di considerare il pattern come un segnale di ingresso. Infatti, pur non essendoci un numero di barre preciso, il pattern deve svilupparsi entro un numero di barre ragionevole e soprattutto bisogna essere sicuri che il grafico non sia nel frattempo entrato in congestione. In altre parole non si può considerare valida una sequenza che si sviluppa con talmente tante barre da far sì che quando si deve entrare sul mercato il trend sia cambiato o esaurito.
È possibile che sia il numero 1 sia il numero 2 si formino sulla stessa barra.
Anche il punto 2 ed il punto 3 possono essere rappresentati dalla stessa barra (questo succede spesso nei grafici intraday, nei grafici daily invece dovremmo considerare valide solo i pattern con almeno 4 barre).
Un 1-2-3 high parte da un massimo relativo e definisce un’inversione ribassista.
Un pattern 1-2-3 high è costituito da una barra che segna un nuovo massimo (1), una barra che segna un nuovo minimo (2), quindi una barra che segna un altro massimo (3), però inferiore al precedente.
Ingresso:
Al breakout del punto 2 abbiamo un segnale short. Il pattern si completa solo quando una barra fa il breakout del punto 2: questo è il livello di ingresso short.
Stop loss:
Dato che il pattern si annulla se la barra di breakout viola il punto 3, questo è un livello fisiologico sul quale posizionare uno stop loss. In alternativa lo stop può essere posizionato sopra al punti 1.
lunedì 16 luglio 2007
breakout di un 1-2-3 low

Un pattern 1-2-3 low è costituito da una barra che segna un nuovo minimo (1), una barra che segna un nuovo massimo (2), quindi una barra che segna un altro minimo (3), però superiore al precedente.
È importante sottolineare che il movimento dal punto 1 al 2 può essere formato da più di una barra, come quello dal punto 2 al 3. Il punto 1 è definito come l’ultima barra che ha realizzato un nuovo minimo nel corso dell’ultimo movimento ribassista. Potenzialmente siamo in presenza di un punto 1 ogni qualvolta il mercato scende sotto il minimo precedente.
Il punto 2 è creato quando una correzione completa si verifica. Correzione completa significa che una barra successiva al punto 2 (o una combinazione di barre non superiore a tre, successive a quella del punto 2) deve (devono) realizzare un massimo ed un minimo inferiori a quelli della barra del punto 2. Il massimo più basso e il minimo più basso possono accadere in qualsiasi ordine. Se ciò non avviene dopo tre barre abbiamo una congestione.
Anche il punto 3 è creato quando una correzione completa si verifica. Per il punto 3 la correzione completa si ha quando i prezzi, risalendo, formano una barra che ha un minimo ed un massimo superiori a quelli della barra del punto 3, o una combinazione di barre fino ad un massimo di tre, con all’interno un minimo ed un massimo superiori a quelli della barra del punto 3.
Se ciò non avviene dopo tre barre abbiamo una congestione e dobbiamo valutare la possibilità di tralasciare di considerare il pattern come un segnale di ingresso. Infatti, pur non essendoci un numero di barre preciso, il pattern deve svilupparsi entro un numero di barre ragionevole e soprattutto bisogna essere sicuri che il grafico non sia nel frattempo entrato in congestione. In altre parole non si può considerare valida una sequenza che si sviluppa con talmente tante barre da far sì che quando si deve entrare sul mercato il trend sia cambiato o esaurito.
È possibile che sia il numero 1, sia il numero 2 si formino sulla stessa barra.
Anche il punto 2 ed il punto 3 possono essere rappresentati dalla stessa barra (questo succede spesso nei grafici intraday, nei grafici daily invece dovremmo considerare valide solo i pattern con almeno 4 barre).
Un 1-2-3 low parte da un minimo relativo e definisce un’inversione rialzista
Un pattern 1-2-3 low è costituito da una barra che segna un nuovo minimo (1), una barra che segna un nuovo massimo (2), quindi una barra che segna un altro minimo (3), però superiore al precedente.
Ingresso:
Al breakout del punto 2 abbiamo un segnale long.
Stop loss:
Dato che il pattern si annulla se la barra di breakout viola il punto 3, questo è un livello fisiologico sul quale posizionare uno stop loss. Per maggiore sicurezza si può posizionare lo stop sotto al punto 1, ma rischiando di perdere di più se dovesse scattare.