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sabato 7 giugno 2008

fare trading con le gimmee bar


Le Gimmees sono barre che invertono la direzione dei prezzi quando questi hanno toccato la banda superiore o inferiore. Si noti che ciò deve accadere in una situazione in cui i prezzi sono complessivamente in consolidamento (Trading Range).



Setup in caso di approdo sulla Bollinger inferiore:
Le Gimmees sono barre che invertono la direzione dei prezzi quando questi hanno toccato la banda superiore o inferiore. Cerchiamo di entrare long alla fine di una discesa. La barra di setup in un trade al rialzo è una reversal bar che tocca la banda inferiore di Bollinger. Nel caso in cui la barra che tocchi la banda di Bollinger non sia reversal si può vedere se la successiva lo è. In tal caso quest’ultima diventa la nostra barra di setup.
Ingresso:
Si va long al superamento del massimo della barra di setup.
Stop loss:
Stop loss sotto all’ultimo minimo


Setup in caso di approdo sulla Bollinger superiore:
Cerchiamo di entrare short alla fine di una discesa. La barra di setup in un trade al ribasso è una reversal bar che tocca la banda superiore di Bollinger. Nel caso in cui la barra che tocchi la banda di Bollinger non sia reversal si può vedere se la successiva lo è. In tal caso quest’ultima diventa la nostra barra di setup.
Ingresso:
Si va short alla violazione del minimo della barra di setup.
Stop loss:
Stop loss sopra l’ultimo massimo


Note relative alle gimmees
Evitiamo di entrare in un trade se l’estremo della barra Gimmee ha toccato o è molto vicino alla media mobile tra le bande di Bollinger. Spesso i prezzi si fermano o formano congestioni quando raggiungono il livello della media mobile quindi è bene evitare il trade in questo caso.
Evitiamo di entrare in un trade se la barra Gimmee è eccessivamente lunga rispetto alla dimensione delle barre precedenti. Spesso, quando c’è stata una barra molto grande, le barre successive mostrano una reazione.
Evitiamo di entrare in un trade se l’apertura della barra successiva alla Gimmee è in gap oltre l’estremo della Gimmee. Aperture in gap oltre l’estremo vedranno spesso i prezzi tornare indietro verso la chiusura della barra precedente.

domenica 7 ottobre 2007

esempio di ingresso con le gimmees (reversal bar sulla BB)

INVERSIONE CON LE GIMMEE BAR SULLE BANDE DI BOLLINGER:






Setup in caso di rimbalzo sulla Bollinger inferiore:
Le Gimmees sono barre che invertono la direzione dei prezzi quando questi hanno toccato la banda superiore o inferiore. Cerchiamo di entrare long alla fine di una discesa. La barra di setup in un trade al rialzo è una reversal bar che tocca la banda inferiore di Bollinger. Nel caso in cui la barra che tocchi la banda di Bollinger non sia reversal si può vedere se la successiva lo è. In tal caso quest’ultima diventa la nostra barra di setup.


Ingresso:
Si va long al superamento del massimo della barra di setup.
Stop loss:
Stop loss sotto all’ultimo minimo



sotto un esempio:


mercoledì 18 luglio 2007

key buy


È una tecnica che consente di entrare durante un trend nelle fasi di ritracciamento (una sorta di ingresso in occasione di un uncino) quindi è una tecnica che prevede solo long. Praticamente durante una trend rialzista si aspetta un nuovo massimo, la successiva correzione con almeno tre massimi consecutivi decrescenti, e si entra long al superamento del massimo della barra precedente.
Setup:
Siamo un trend rialzista, si forma un nuovo massimo e quindi si ha una correzione alla fine della quale noi andiamo long.
Il nuovo massimo non deve essere oltre le otto barre precedenti.
Si deve avere un ritracciamento con tre o più massimi consecutivi decrescenti.
Se la prima barra è negativa il conteggio parte da quest’ultima purché vi siano almeno 3 minimi decrescenti
Ingresso:
long due tick sopra il massimo dell’ultima barra di correzione
Stop loss:
sotto l’ultimo minimo

ingresso su test e tenuta di una trendline





Setup per test e tenuta di una trendline rialzista:
Il primo passo è identificare un trend stabilizzato (deve essersi verificato già un 1-2-3 high or low e successivo RH, oppure un RH violato in uscita da una fase di congestione).
Si traccia una trendline e si aspetta un ritracciamento sulla trendline. Quindi aspettiamo una barra di inversione (reversal bar) che si forma a ridosso della trendline ponendo termine al ritracciamento. Questa è la barra di setup.
Ingresso:
si va long al superamento del massimo della barra di setup.
Stop loss:
al di sotto dell’ultimo minimo.



Setup per test e tenuta di una trendline ribassista:
Il primo passo è identificare un trend stabilizzato (deve essersi verificato già un 1-2-3 high e successivo RH, oppure un RH violato in uscita da una fase di congestione).
Si traccia una trendline e si aspetta un ritracciamento sulla trendline. Quindi aspettiamo una barra di inversione (reversal bar) che si forma a ridosso della trendline ponendo termine al ritracciamento. Questa è la barra di setup.
Ingresso:
si va short alla violazione del minimo della barra di setup.
Stop loss:
al di sopra dell’ultimo massimo.


nella figura in alto ci sono entrambi gli esempi (long e short)

giovedì 12 luglio 2007

swing trading su supporto


Gli stessi analoghi ragionamenti si fanno nel caso dell’esempio opposto, cioè un nuovo minimo significativo su test di un minimo precedente, in pratica un falso breakdown. Chiamiamo questo trade: swing trading low.
La barra di setup è la barra che segna il nuovo minimo. Si va long al superamento del massimo di questa barra. Se c’è una inside day bar si aspetta il giorno successivo e si può andare long al superamento del massimo della barra inside.
Se il livello di ingresso viene saltato da un gap non si entra.
Lo stop loss va messo sotto al minimo della barra di ingresso o sotto al minimo della barra di setup.
Anche in questo caso il trade viene filtrato dall’analisi dei volumi e dell’ipervenduto. I volumi sono ancora più importanti che nell’esempio opposto. Infatti quando un supporto regge con volumi in aumento significa che molti a quei prezzi ritengono l’acquisto conveniente ed è probabile un rimbalzo.

swing trading con inside bar


Nel caso in cui la barra successiva a quella che ha fatto il nuovo massimo sia una inside day bar (cioè che sia compresa nel range della barra precedente, quella di set up) allora si sposta il punto di ingresso sotto al minimo di questa barra (cioè la barra inside). Gli stop vengono messi allo stesso modo ed i filtri da utilizzare sono gli stessi: volumi ed ipercomprato.

swing trading su resistenza


Vediamo come si fanno questi trade.

Partiamo dallo swing trading high cioè dall’ingresso short su tenuta della resistenza o falso breakout.
Aspettiamo quindi che un titolo faccia un nuovo massimo. Nel grafico osserviamo che una candela fa un nuovo massimo violando un significativo massimo precedente (che può essere un massimo annuale o un massimo degli ultimi due mesi).
La barra che ha fatto il nuovo massimo è la nostra barra di set up. Il minimo di questa barra sarà il nostro punto di ingresso short (uno-due tick sotto). Se il livello di ingresso viene saltato da un gap non si entra.
Lo stop loss dipende dalla propensione al rischio: può essere messo due tick sopra il massimo della barra di ingresso (ma in questo caso essendo più vicino è più facile che possa essere preso) oppure può essere messo due tick sopra al massimo della barra di set up.
Questo trade può essere filtrato dall’analisi dei volumi, dell’ipercomprato. Se sale con pochi volumi ed è in forte ipercomprato è possibile che la rottura sia falsa e che quindi il nostro trade possa andare bene

SWING TRADING (INGRESSO SU FALSO BREAKOUT O BREAKDOWN, CIOÈ SU TENUTA DELLA RESISTENZA O DEL SUPPORTO)

Innanzitutto chiediamoci perché monitoriamo questi livelli. I massimi ed i minimi precedenti sono aree di prezzo sulle quali si accumula la tensione degli operatori desiderosi di prendere posizione. Su questi livelli i prezzi o fanno delle rotture (breakout in caso di rottura rialzista o breakdown in caso di rottura ribassista attirando l’attenzione dei break-traders) oppure rimbalzano e tornano indietro (fakeout che attirano l’attenzione degli swing traders).
La mancata rottura di supporti e resistenze spesso da luogo a reazioni molto violente in quanto viene negata l’ipotesi rialzista o ribassista ed i traders si affrettano a cambiare idea generando un movimento nella direzione opposta a quella della rottura fallita. In sostanza quindi si tratta della tenuta di supporti e resistenze, che rappresentano interessanti opportunità di trading.
In effetti questi costituivano segnali di ingresso molto utilizzati da Gann e considerati tra le formazioni di inversione di tendenza più affidabili: long sul doppio (triplo) minimo e short sul doppio (triplo) massimo. Comprare sul doppio minimo è particolarmente conveniente perché lo stop loss posto sotto di esso viene raramente catturato. Quest’ultimo fatto è particolarmente vero se il doppio minimo si è formato su un minimo estremo (il livello più basso degli ultimi cinque o sei anni per esempio) oppure dopo un prolungato (sia in termini di tempo che di prezzi) periodo di ribassi. Serve ricordare che non è necessario che i due minimi siano perfettamente allineati allo stesso livello, nel senso che il secondo potrebbe essere leggermente sopra o sotto il primo (se è più alto indica mercato forte) e che, secondo Gann, la forza del rialzo successivo è proporzionale al tempo intercorso tra il primo ed il secondo minimo.
Per identificare supporti e resistenze “apparentemente” violati, si deve attendere un nuovo massimo o un nuovo minimo (quindi una violazione momentanea) e successivamente si attende un segnale di conferma della tenuta di quei livelli.